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Area archeologica Montesei di Serso

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Storia degli scavi

Nel 1891 furono scoperti, nel pianoro di Montesei bassi, resti di muri, carboni, oggetti in ferro ed in terracotta. Questi reperti, furono segnalati dal parroco don Ochner, e dopo essere stati esaminati da Paolo Orsi, li attribuì ad un insediamento di popolazioni “protoitaliche”.
Le ricerche, dirette dal maestro Renato Perini, iniziarono solo nel 1962 per iniziativa della “Società di Cultura Preistorica Tridentina” e con la collaborazione dell’allora Museo Tridentino di Scienze Naturali (oggi MUSE), e terminarono nel 1968. Nella sella pianeggiante tra i due colli, iniziarono le operazioni di scavo, dove s’individuò una zona di lavoro con focolare e scorie metalliche. Durante le sette campagne di scavi, furono scoperti numerosi reperti, i quali testimoniavano la continua presenza antropica dal XIX secolo al I secolo a.C. Furono anche portati alla luce alcuni resti di strutture, pertinenti ad abitazioni con muro a secco, fra i quali relativi a case retiche.

Montesei Serso Panoramica

Area archeologica Montesei di Serso

Il sito archeologico di Montesei di Serso, sorge a destra del torrente Fersina è posto su due piccoli dossi gemelli (Montesei bassi a quota 600 metri ed i Montesei alti che salgono a 614 metri), per questo motivo in dialetto locale viene chiamato Montesei, cioè “piccoli monti”. Il luogo, fu abitato dall’Età del Bronzo fino alla dominazione romana (I secolo a.C.), per la sua favorevole posizione.
Questa lunga frequentazione del sito si può distinguere in sei orizzonti culturali:

  1. Eneolitico – Bronzo Antico (2.000-1.800 a.C.): i primi gruppi umani che si insediarono erano minatori e lavoratori del rame grezzo, confermato dal ritrovamento di un area destinate alle fusaiole.
  2. Bronzo Medio (1.500-1.300 a.C.) l’abitato si espande su due dossi, a Montesei alti furono portati alla luce resti di un’abitazione, con tracce di focolare, in cui erano presenti due buche di capanna in legno, probabilmente con tetto in paglia.
  3. Bronzo Recente (1.200-1.100 a.C.) sono stati portati alla luce resti di abitazioni fra i due dossi, all’interno delle quali sono stati messi in luce alcune buche di palo per la sovrastruttura, difesi a monte da un muretto a secco). I frammenti rinvenuti in quest’area presento analogie con quelli di Romagnano Loc, Mechel e Fiavè.
  4. Bronzo Finale (1.050-950 a.C.) è documentata la prima fase della Cultura di Luco, con zone riservate a pratiche di culto.
  5. Prima Età del Ferro (950-800 a.C.) durante la Cultura di Luco B l’abitato registrò la sua massima espansione, in base al ritrovamento di molti reperti sparsi in tutta l’area. Il rinvenimento di frammenti di boccale della cultura di Luco, concentrati entrato strati carboniosi o frammisti ad ossa bruciate, indicano la pratica dei roghi votivi i Brandopferplätze alpini.
  6. Seconda Età del Ferro (450-100 a.C.) si sviluppa l’ultimo insediamento, quello retico, con una frequentazione continuativa per più di tre secoli, di quest’insediamento sono visibili quattro strutture murarie a secco a pianta completa, strati culturali ma anche carboni (residui dell’incendio che distrusse gran parte delle case).

Archeotrekking all’area di Montesei di Serso

Nell’area archeologica (zona A e B) sono visibili i resti di quattro “case retiche” edificate tra il V e il I secolo a.C., che costituivano probabilmente circa un quarto dell’abitato. Gli scavi condotti, oltre a portare alla luce numerosi reperti, hanno potuto fornire maggiori informazioni sulle abitazioni retiche. Come rivelano i dati degli scavi, le case retiche erano: a scacchiera, separate l’una dall’altra, unifamiliari, a pianta quadrangolare, con corridoio di accesso, seminterrate, con pavimento in terra battuta e struttura mista (pietra e legno). Dalla casa n. 2 della zona A sono state scoperte numerose iscrizioni su placche di corna di cervo e ciottoli incisi, che hanno permesso di interpretare quest’ambiente come un possibile luogo di culto. Inoltre, nella casa n. 2 sono state trovate maniglie in ferro battuto, in prossimità del punto in cui erano ubicate le due porte.

I reperti venuti alla luce dall’area archeologica di Montesei di Serso sono conservati ed in parte esposti nella Sezione Preistorica del MUSE.

Area archeologica di Montesei di Serso – zona A:

Area archeologica di Montesei di Serso – zona B:

AccessoVisitabile liberamente tutto l’anno

Servizi didattici• Pannellistica in italiana
• Cartellonistica dell’area archeologica

BibliografiaMarzatico F, La seconda età del Ferro, (a cura di) Lanzinger M., Marzatico F., Pedrotti A., Storia del Trentino. La preistoria e la protostoria, vol. 1, Il Mulino, Bologna 2000.
Perini R., Il castelliere dei Monticelli di Serso, in “Natura Alpina”, XIV, n.2, Trento 1963.
Perini R., Tipologia della ceramica Luco (Laugen) ai Montesei di Serso (Pergine Valsugana – Trentino), “Studi Trentini di Scienze Naturali”, Trento 1966.
Perini R., Risultati dello scavo di una capanna dell’orizzonte retico nei Montesei di Serso (Pergine Valsugana – Trentino), in “Studi Trentini Naturali” del Museo Tridentino di Scienze Naturali, vol. XLII, n. 2, Trento 1966.
Perini R., Montesei di Serso – Lo scavo del 1968: settore VI. La successione cronologia dell’abitato di Montesei di Serso, in “Preistoria Alpina”, vol. 9, Trento 1973.
Perini R., 2000 anni di vita sui Montesei di Serso, Trento 1978.

Concessione per le riprese fotografiche
Provincia Autonoma di Trento - Soprintendenza per i beni culturali - Ufficio beni archeologici ai sensi del d.lgs. 42/04 - Codice dei beni culturali

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